Feticismo, cos’è

il feticismo

Le fantasie sessuali sono tantissime e molto variegate. Ognuno di noi, infatti, può avere propri desideri specifici, anche particolari e che possono essere visti in modo strano dalle altre persone. Non a caso, infatti, sentiamo parlare spesso di feticismo, un termine ormai diventato molto noto e diffuso, soprattutto per quelle persone che esternano la propria passione per i piedi, diventati oggetti sessuali, e non da tutti compreso ciò. Ma cosa indica nello specifico il termine feticismo? Ne esiste solo una tipologia o svariate tipologie? Ed un è un aspetto da considerare negativamente oppure no? Su questa pagina potrai trovare le risposte a ciò, per avere un quadro generale più chiaro riguardo il feticismo.

Che cos’è il feticismo?

Con questo termine, come intendono anche i dizionari, si intende l’adorazione, specialmente dal punto di vista sessuale, di un determinato feticcio, da cui prende appunto il nome. Può essere un oggetto, un comportamento, un ideale o, in ambito sessuale, una determinata parte del corpo. Se quest’ultima tende a stimolare piacere sessuale si parla appunto di feticismo erotico.
Nello specifico, molti esperti definiscono quest’ultimo comportamento con il nome di parzialismo, quando a interessare maggiormente non è l’intero corpo ma specifiche parti, che possono essere appunto piedi, orecchie, capelli, mani ecc.

Il mondo del feticismo, come già accennato, è estremamente vario e diversificato. Se la maggior parte sono feticismi “accettabili”, altri sono molto particolari ed estremi, come ad esempio quelli per il vomito (emetofilia) oppure alla visione di peli (tricofilia) ecc.
Il feticismo è sempre esistito, soltanto che prima le persone erano timorose dei giudizi altrui e mantenevano le proprie passioni e desideri sessuali per loro. Negli ultimi anni c’è stato una graduale apertura e maggiore libertà nell’esprimere anche ciò, senza fregarsene dei giudizi altrui, come giusto che sia.

Il feticismo è una malattia o no?

Potrebbe dunque sorgere la seguente domanda a molti: il feticismo è una malattia comportamentale oppure no? La risposta è assolutamente no, ognuno è libero di avere un oggetto o qualsiasi altra cosa come forma di piacere o attrazione sessuale. Diventa, però, un problema, anzi un disturbo, se il proprio feticismo porta a un’ossessione nei confronti del feticcio, che causa disagio nell’altro persona o nelle proprie attività quotidiane, diventando un pensiero fisso. Questa situazione di non gestione dei propri impulsi deve durare per almeno sei mesi continuati, secondo quanto confermato dagli esperti.

Se il feticismo diventasse un comportamento sessualmente deviato e incontrollabile, è necessario provvedere a seguire determinati trattamenti che possono individuare le cause di questo problema e cercare di arginarlo o quanto meno risolverlo nel minor tempo possibile.
Alcuni esempi sono la terapia cognitivo comportamentale, dove in questo caso il professionista aiuta il soggetto a spostare la propria attrazione su qualcosa che non sia il feticcio. L’obiettivo è che il paziente perda l’interesse eccessivo che causa il disturbo verso questo oggetto o parte del corpo.
La psicoterapia introspettiva, invece, si basa sull’indagare nella vita del paziente per far affiorare un conflitto inconscio e irrisolto che ha causato questo feticismo che è sfociato poi in un eccessivo interesse, fino ad arrivare a sviluppare una vera e propria ossessione, un disturbo.

Una soluzione più estrema, infine, è su base farmacologica, per diminuire il desiderio sessuale e quindi anche il feticismo verso una determinata parte del corpo. I farmaci in questione saranno antiandrogeni e inibitori selettivi della ricettazione della serotonina.