Cosa sono i parametri biometrici?

Parametri biometrici
La tecnologia biometrica studia le caratteristiche fisiologiche e comportamentali di un individuo al fine di ottenere la sua identificazione. Applicazioni nel mondo reale di tecnologie biometriche sono all’ordine del giorno: dalla sicurezza negli aeroporti, alla sicurezza nelle transazioni finanziarie e alla schedatura di criminali o dei soggetti migranti, fino alle investigazioni. Il processo di identificazione avviene confrontando determinate caratteristiche biometriche di un soggetto con quelle di altri individui: la biometria si basa essenzialmente sulla comparazione. I parametri biometrici da prendere in considerazione possono essere ricondotti essenzialmente a due tipi: fisiologici o comportamentali. Tra queste troviamo l’altezza, il peso, le dimensioni dell’orecchio, la forma della mano. Altri metodi di identificazione prevedono il riconoscimento dell’iride, tramite scansione della retina, scansione della mappa vascolare e il riconoscimento delle impronte digitali. Altri parametri consentono il rilevamento dell’impronta vocale, della scrittura grafica, della firma e finanche lo stile di battitura sulla tastiera. Il metodo attualmente più diffuso di identificazione biometrica è il riconoscimento delle impronte digitali, seguito dal riconoscimento facciale. Tuttavia, le prestazioni di un sistema di riconoscimento biometrico non sono ancora stabili al 100%, come lo è invece l’inserimento di una password. Alcuni dispositivi di ultima generazione consentono di acquisire dati biometrici come la frequenza del battito cardiaco, la pressione arteriosa, per tenere sotto controllo lo stato di salute di un individuo, o di un lavoratore che potrebbe trovarsi in un luogo di lavoro particolarmente insalubre.

Il sistema di riconoscimento biometrico e gli smartphone

Negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica degli smartphone ha permesso uno sviluppo sempre maggiore di tecnologie informatiche basate sull’impiego dei dati biometrici. Smartphone e tablet già da tempo ricorrono al riconoscimento dell’impronta digitale attraverso un apposito lettore integrato sul retro o sul tasto principale del dispositivo. Tramite la lettura delle proprie impronte digitali, infatti, il proprio cellulare viene sbloccato: basta appoggiare sul lettore il dito al quale è stata precedentemente registrata l’impronta. Questo metodo, che consente tra l’altro anche di effettuare pagamenti tramite smartphone, è di gran lunga preferito dai possessori di cellulari, risultando più veloce rispetto al normale inserimento di password o sequenze per lo sblocco. Recentemente sono state introdotte nuove tecnologie sugli smartphone di ultima generazione che consentono l’utilizzo di due sistemi avanzati di riconoscimento biometrico: una vera e propria rivoluzione se si pensa che l’applicazione biometrica avviene su strumenti di uso quotidiano alla portata di tutti. Alcuni smartphone possono essere adesso sbloccati tramite il sistema di riconoscimento facciale, mentre altri ancora più recenti ed avanzati sono in grado di utilizzare un sistema di riconoscimento basato sulla scansione dell’iride. Un’evoluzione tecnologica in continuo divenire che sicuramente ci stupirà ancora nei prossimi anni.

La biometria nell’industria automobilistica

Anche nell’industria automobilistica, l’utilizzo di strumenti di riconoscimento biometrico non è una novità. Alcune vetture infatti, consentono di aprire le portiere o anche mettere in moto senza dover utilizzare nessuna chiave (keyless). Ma queste sono solo alcune delle applicazioni in campo biometrico associate al mondo automobilistico. Alcuni costruttori intendono utilizzare, in un futuro non troppo lontano, gli stessi sensori per applicarli al campo medico: monitorando infatti le condizioni di salute del guidatore è possibile, prevenire i colpi di sonno o impedire che un soggetto sotto effetto di stupefacenti o in stato di ebrezza si metta alla guida. Altri sensori potrebbero rilevare la presenza di bambini o animali ed evitare che vengano dimenticati in auto; altri ancora potrebbero utilizzare il riconoscimento facciale sia per l’accensione che per il pagamento dei pedaggi ai caselli autostradali. In ultimo il servizio di riconoscimento vocale, che consentirebbe di personalizzare la propria esperienza di in-car entertainment.

Utilizzo di dati biometrici e tutela della privacy

L’utilizzo di tutte queste tecnologie, soprattutto su smartphone e tablet destinati ad un uso strettamente personale mette a rischio anche la privacy e la sicurezza dei possessori. Come abbiamo visto, alcuni smartphone utilizzano un sistema di identificazione che si basa su dati biometrici come le impronte digitali, il riconoscimento facciale o la scansione dell’iride. E se questi dati cadessero in mani sbagliate? L’evoluzione di queste tecnologie ha indotto l’Unione Europea a rivedere le normative sulla privacy ormai obsolete. Il General Data Protection Regulation entrato in vigore a maggio 2018, consente l’utilizzo dei dati biometrici sensibili, a patto che sia garantito un più efficiente sistema di protezione dei dati personali. L’utilità di questi dati è chiaramente evidente ed è pertanto necessaria una solida struttura di cautele prima di procedere al loro utilizzo.