SvapoWeb non è più sotto inchiesta: ritirate le accuse

Tutte le accuse ritirate nei confronti di svapoweb.it

Buone, anzi buonissime notizie per tutti gli svapatori che non riuscivano a stare senza Svapoweb, il sito leader nelle vendite internazionali ha riaperto le saracinesche dopo la brutta avventura capitata al proprio fondatore.

Finalmente sarà possibile ricominciare a servirsi dal migliore shop presente sul web, che abbiate bisogno di liquidi, accessori o che siate dei neofiti che vogliono avvicinarsi soltanto adesso al mondo delle e-cigarette, potrete contare sul sito col miglior rapporto qualità/prezzo che esista.

 

Un po’ di Svapoweb

 

La Svapoweb s.r.l. è nata sette anni fa da un’idea vincente di Arcangelo Bove.

Dopo aver aperto la società in Slovenia ed averne trasferito la sede legale in Italia nel 2015, Bove fonda la Arcbo Doo che, ancora oggi, ha sede legale in Slovenia e rileva un’azienda di Benevento che produce liquidi alla quale cambia nome in Gioark.

Nel frattempo il sito Svapowep.it continua a crescere e da poche centinaia di clienti che lo frequentavano all’inizio, adesso può contare su migliaia di estimatori, non solo italiani, che apprezzano la comodità dello shopping online e gradiscono la vasta gamma di prodotti disponibili.

L’interfaccia del sito è semplice e di facile intuizione, questo rende piacevole fare acquisti anche se parliamo di inesperti.

La grafica accattivante e la suddivisione dei prodotti in base a tipologia lo rendono facile da navigare e fa si che l’utente trovi ciò che cerca in tempi velocissimi.

Punto fermo del sito sono la varietà di metodi di pagamento, che può contare anche sul contrassegno e l’aggiornamento meticoloso e subitaneo dei prodotti in stock, che permette di vedere in modo immediato se ciò che si cerca è disponibile in magazzino per non far perdere tempo prezioso all’utenza e permettere di consegnare sempre nel giro di 48 ore.

Svapoweb è riuscito davvero a farsi amare dagli appassionati di e-cigarette e di questo amore si è fatto forza durante la brutta vicenda che ha visto coinvolto il suo ideatore, Arcangelo Bove.

Tanti sono stati i messaggi di solidarietà immessi sul web da chi, fino all’ultimo, ha creduto nell’innocenza di Bove e sperava in una celere riapertura del sito.

 

Il Caso Svapoweb

 

E’ stato chiamato Caso Svapoweb per il rincorrersi, sul web, di domande sulla chiusura del sito online.

Gli utenti non hanno fatto che chiedere e scambiarsi informazioni senza mai mettere in dubbio che tutto si sarebbe sistemato presto.

Avevano ragione loro. Tutte le accuse sono state ritirate e Spavoweb è finalmente tornato a far felici gli svapatori che gli si affidano.

Era marzo quando la Guardia di finanzia, accompagnata da personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Napoli e Benevento, ponevano sotto sequestro magazzini e capannoni riconducibili ad Arcangelo Bove ed alle sue aziende, accusandolo di reati gravissimi: Frode e ricettazione nell’esercizio del commercio ed evasione fiscale.

Una nota dell’autorità giudiziaria veniva diffusa per rendere noto che Bove ed il suo socio erano indagati e denunciati a piede libero fino alla sentenza, nello stesso giorno, a poche ore di distanza, un comunicato ufficiale di Anafe Confindustria, firmato dal presidente Massimiliano Mancini, lo sospendeva dall’associazione.

Quella che sembrava una tragedia si è, per fortuna, risolta nel migliore dei modi ed oggi, tutta questa storia è solo un brutto ricordo.

 

Caso Svapoweb: accuse ritirate per Arcangelo Bove

 

Tutto è partito dalla Gioark, l’azienda produttrice di liquidi beneventina.

Alcuni liquidi prodotti dalla Svapoweb con sede in Slovenia, arrivarono nei magazzini usati dall’azienda per lo stoccaggio delle merci vendute online.

Durante una perquisizione delle Forze dell’Ordine, le bottigliette contenenti i liquidi sloveni vennero trovate ma non vi era nessuna traccia della documentazione che doveva accompagnarle.

Solo una svista, degenerata però in quello che è stato il caso giudiziario più importante degli ultimi anni nel settore delle sigarette elettroniche.

La procura, sospettando che i liquidi non fatturati provenissero da azioni illecite e che fossero stati prodotti nel capannone della Gioark, e non in Slovenia, accusarono Bove di aver ordito una macchinazione per evitare di corrispondere le tasse italiane per pagare, invece, quelle slovene, molto più basse fingendo un trasporto di merci che in realtà non era avvenuto perché i liquidi venivano prodotti a Benevento e non i Slovenia.

Da qui, l’inizio della procedura legale, il sigillo posto a proprietà ed attrezzature e l’inizio di un brutto capitolo che terminerà solamente a fine marzo 2016.

 

Il ritorno online della piattaforma e la felicità dei suoi clienti affezionati

 

Per la felicità di tutti gli svapatori che hanno sempre creduto in lui, Bove è uscito pulito da ogni accusa. Il procedimento a suo carico è stato chiuso con una completa assoluzione e le accuse messe in atto dalla procura sono state archiviate.

Nel procedimento avvenuto nel Tribunale del Riesame di Napoli, il difensore di Arcangelo Bove, Vittorio Fucci, ha prodotto la documentazione che mancava dimostrando che si è trattato solo di uno spiacevole sbaglio.

Tutto può essere ricondotto ad un inconveniente postale, ebbene si, perché le bottigliette rinvenute all’interno dei magazzini di Svapoweb non erano senza documenti, le fatture che dovevano accompagnarle erano state correttamente inviate dalla sede slovena ma, per uno stupido scherzo del destino, i liquidi erano arrivati in Italia due giorni prima dei documenti.

Per questo motivo, gli inquirenti, avevano azzardato accuse rivelatesi, col senno di poi, assolutamente infondate.

Messe da parte frode e ricettazione, si è evidenziato che Bove non aveva evaso il fisco italiano ma si era comportato correttamente, avendo già pagato, invece, le spese per le accise d’importazione che lo Stato italiano prevede quando si trasferiscono sul suolo statale prodotti confezionati all’estero.

Solo una brutta esperienza per l’imprenditore che, non appena potuto, ha ripristinato produzioni ed internet shop che adesso lavorano di nuovo a pieni ritmi.

Bove era talmente sicuro di essere nel giusto che non aveva apportato alcuna modifica alle sue aziende ed, aspettando solo che tutto venisse chiarito nelle opportune sedi, non aveva licenziato un solo dipendente.

Non appena arrivata la notizia della piena assoluzione, il presidente di Anafe Confindustria ha emesso un secondo comunicato sul sito ufficiale della società dove annunciava la riammissione di Arcangelo Bove.

Gli svapisti, da questo momento, possono dormire sonni tranquilli.